ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Anibal Cavaco Silva

Lettura in corso:

Anibal Cavaco Silva

Dimensioni di testo Aa Aa

Anibal Cavaco Silva, presidente del Portogallo, era primo ministro nel 1992 quando il suo Paese assumeva per la prima volta la presidenza dell’Unione Europea. L’Europa marciava a 12, le sfide erano altre, il trattato di Maastricht si riusciva almeno a farlo approvare. Quindici anni dopo, davanti al Parlamento Europeo dove figurano ormai 27 stati, chiede uno sforzo per sbloccare il trattato costituzionale.

Nell’intervista a EuroNews, chiarisce il suo punto di vista sul futuro dell’unione.

EuroNews: In qualità di presidente del Portogallo, quale è secondo lei il bilancio dei primi mesi di presidenza portoghese dell’Unione Europea?

Anibal Cavaco Silva: .Il Portogallo sta facendo il suo dovere al meglio con serietà ed efficacità. In questi primi mesi, ha messo a segno il summit tra Unione Europea e Brasile – credo che questo sia stato un avvemimento molto importante per costruire un parternariato strategico tra l’Unione e il Brasile. E’ stata lanciata la Conferenza Inmtergovernamentale per la revisione del trattato riformatore, e si sta preparando anche i summit con la Cina, l’India, la Russia, l’Ucraina e anche il summit Unione Europea/Africa che speriamo di concretizzare verso la fine della nostra presidenza.

EuroNews: L’Africa giustamente è stata una delle priorità della presidenza portoghese. Quali sono, a questo proposito, gli obiettivi da raggiungere per quest’anno?

Anibal Cavaco Silva: L’Africa deve essere una priorità europea. E’ ora che l’Europa guardi all’Africa come un continente vicino e definisca il suo rapporto strategico con il continente. Il Portogallo considera questo summit molto importante. La Cina, il Giappone e altri Paesi intrattengono summit con l’Africa, l’Europa non pu’o ignorare questo partner, abbiamo molti interessi in comune nei campi della sicurezza, dell’energia, dell’ambiente e della lotta controi il terroriamo. Credo che l’Europa commetterebbe un grande errore se rinunciasse al dialogo con l’Africa. Basta parlare dei problemi dell’Africa, è il momento del dialogo.

EuroNews: Il presidente francese Nicolas Sarcozy, cerca visibilità sulla scena internazionale nel momento in cui il Portogallo spinge per un trattato Europeo, trattato che la Francia ha fatto colare a picco. Come vive questo protagonismo francese?

Anibal Cavaco Silva: Il Portogallo è soddisfatto del cosiddetto “sboccaggio” del trattato costituzionale dopo il NO in Francia e in Olanda. La partecipazione della Francia è positiva e io che l’ho ricevuto a Lisbona so quanto il presidente francese si è impegnato per ottenere un accordo sul testo finale che sarà discusso nel summit di Ottobre a Lisbona.

EuroNews: In questo clima di globalizzazione in cui emergono i fondamentalismi, il mancato rispetto dei diritti umani in paesi vicini come la Russia, qual è l’avvenire dei valori europei?

Anibal Cavaco Silva: L’Europa non dimenticherà mai quei valori civici come i diritti dell’uomo, la democrazia, lo Stato di diritto, e nel dialogo con gli altri paesi non può evitare di mettere sul tavolo il rispetto di questi diritti, anche sapendo che in certe parti del mondo non sono rispettati. Non è voltando le spalle a questi paesi che si arriva a far rispettare questi valori. E’ con il dialogo, con un’agenda politica dove figurano sempre i diritti umani – allo stesso modo in cui si parla della buona gestione dei governi e delle risorse dei paesi o di stato di diritto. Credo che i valori e i principi dell’Europa non siano in crisi, al contrario, si stanno espandendo nel mondo.

EuroNews: Nel suo discorso al Parlamento ha detto che il fossato tra ricchi e poveri si allarga sempre più. In che modo l’Europa può frenare questa tendenza?

Anibal Cavaco Silva: La solidarietà deve restare il perno del progetto europeo e l’Europa deve mantenere come obiettivo la coesione sociale, al lotta contro la povertà e l’esclusione, perché un’Europa che lasci aggravarsi l’ineguaglianza nelal distribuzione del reddito, un’Europa dove il profitto è solo per alcuni mentre gli altri sono marginalizzati e una parte dei cittadini vive in situazioni di esclusione sociale e povertà, è un’Europa che non riesce ad attirare l’attenzione dei cittadini sulle sue politiche e che faticherà ad evitare l’instabilità politica e per questo, nonostante il ruolo di ciascuno degli stati membri, la lotta contro la povertà e l’esclusione sociale deve assolutamente essere un obiettivo dell’insieme dell’Unione europea, un obiettvo fino ad ora tenuto in grande conto e spero anche in futuro.

EuroNews: Un’ultima domanda: dopo l’allargamento dell’UNione Europea ad est e la Turchia che bussa alla porta, cosi come i paesi del nordafrica che premono sul blocco comunitario, fino a dove puô andare l’Europa secondo lei?

Anibal Cavaco Silva: Questa è la prova del successo del progetto europeo. Quando arrivò il Portogallo non si era che in 12, oggi siamo in 27. Buona parte delle difficoltà dell’Unione Europea oggi sono la conseguenza del suo successo, della capacità di attrarre altri paesi, come la Turchia ma anche la Croazia o la Bosnia Erzegovina, e paesi anche di altri continenti come l’Africa.
In ogni modo credo che non è il momento di parlare di frontiere dell’Europa, il tempo non è maturo.