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Sicilia, sfida alla mafia. Chi paga il pizzo espulso da Confindustria

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Sicilia, sfida alla mafia. Chi paga il pizzo espulso da Confindustria

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Da Caltanissetta, Confindustria lancia la sfida alla mafia. Dopo l’aumento degli attentati e delle minacce a propri dirigenti e soci, l’associazione degli imprenditori siciliani ha deciso di mobilitarsi e ha preso una decisione da più parti definita storica: chi non si ribella all’estorsione e paga il pizzo sarà espulso. Lo ha confermato il presidente di Sicindustria Ivan Lo Bello.

La norma sarà inserita nel codice etico di Confindustria a livello nazionale. Una presa di posizione decisa dopo la pubblicazione di una lettera inviata al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano da Andrea Vecchio, il presidente dell’Ance di Catania, al quale sono state bruciate diverse escavatrici negli ultimi giorni.

E decisa dopo il secondo messaggio intimidatorio ricevuto dal presidente della Camera di Commercio e della Piccola industria nissena, Marco Venturi. Gli imprenditori siciliani hanno anche chiesto allo Stato di intervenire con maggiori mezzi per difenderli, come per esempio l’invio dell’esercito.

Richiesta che ha ricevuto un parere negativo da parte del governo. Ma su cui il presidente di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo ha dichiarato: “Credo che mai come in questo momento i cittadini e gli imprenditori chiedono uno Stato che garantisca la sicurezza”.