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Nahr al Bared liberato dagli estremisti. Ora si guarda alla ricostruzione

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Nahr al Bared liberato dagli estremisti. Ora si guarda alla ricostruzione

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Scheletri d’edifici e fumo. Dopo la distruzione di Narh al Bared, il governo libanese promette di ricostruire la località che ospitava 40.000 profughi palestinesi. Ci sono voluti tre mesi e mezzo perchè l’esercito di Beirut riuscisse ad avere la meglio su Fatah al Islam, formazione dell’estremismo sunnita che aveva fatto base nel campo del Libano settentrionale.

Il Paese dei Cedri conta 12 insediamenti di rifugiati palestinesi: 400.000 persone circa. Luoghi nei quali, prima della battaglia fra militari libanesi ed estremisti, l’esercito non metteva piede, in base ad un accordo del 1969.

Nell’offensiva finale dell’esercito, ieri, una quarantina di miliziani sono stati uccisi. Fra di loro anche il leader del gruppo che, secondo Beirut, si ispirava ad al Qaida.

Gli estremisti sono stati debellati, ma migliaia di persone hanno perso tutto. Molti sono nel vicino campo di Beddawi: “Ricostruiremo le nostre case, torneremo al nostro lavoro, ricominceremo ad insegnare ai nostri figli” dice un rifugiato. “Quando abbiamo lasciato Nahr al Bared le nostre abitazioni erano in piedi. Oggi dio solo lo sa. Credo che non resti nulla” commenta una donna.

La sconfitta degli estremisti è stata accolta in Libano con festeggiamenti bipartisan: governo, opposizione, popolazione civile. Ora il problema è per le migliaia di persone senza un tetto.