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Primo Presidente islamico. Critici i vertici militari ma Gul promette il rispetto della laicità

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Primo Presidente islamico. Critici i vertici militari ma Gul promette il rispetto della laicità

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L’elezione a Presidente di Abdullah Gul è stata seguita in diretta, ieri, da milioni di turchi. Il terzo scrutinio del voto in Parlamento è stato l’ultimo atto di un iter lungo e tortuoso cominciato in primavera, quando la candidatura dell’esponente islamico moderato si era scontrata con il boicottaggio dell’opposizione. All’indomani dell’elezione, resistenze e contrarietà non si sono spente.

“Non posso accettare che Abdullah Gul sia Presidente” dice un abitante di Istanbul. “Per la prima volta nella storia la moglie del Presidente porta il velo: è una vergogna”.

La netta vittoria dell’Akp, il partito del Presidente, alle elezioni anticipate di luglio era stata la premessa per una sua elezione.

“E’ un risultato che farà bene al Paese” dice una sostenitrice di Gul. “Spero che il Presidente godrà di un adeguato sostegno”.

“Non credo affatto che sia un buon segno. La Repubblica e lo Stato laico sono in pericolo”.

Posizioni contrapposte insomma per un Paese caratterizzato da una schiacciante maggioranza musulmana, e nel quele il principio di separazione fra Stato e religione rappresenta la sfida più grande.