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Emergenza incendi: l'opposizione protesta contro il governo greco

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Emergenza incendi: l'opposizione protesta contro il governo greco

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L’opposizione è scesa in piazza ad Atene: protesta per come il Governo ha reagito di fronte agli incendi che da cinque giorni stanno divorando il paese e che hanno già ucciso almeno sessantatre persone. Le autorità greche sono accusate di lentezza negli aiuti e inefficacia nella prevenzione degli incendi.

A meno di tre settimane dalle elezioni politiche, il primo ministro Kostas Karamanlis lancia un appello alla solidarietà. Promette aiuti immediati alle vittime, chiede agli uffici pubblici di mettere da parte per una volta burocrazia. “Questa – dice – è un’opportunità di instaurare una relazione nuova tra stato e cittadini”.

La priorità è aiutare la popolazione colpita: l’esercito distribuisce generi di prima necessità. Anche le organizzazioni non governative sono arrivate con cibo, acqua e vestiti. Le migliaia di sfollati vengono acccolti in tende improvvisate per l’emergenza, alcuni trovano rifugio nelle chiese.

Il fuoco, che non ha smesso di ardere da venerdì, alimentato dal vento, continua a bruciare soprattutto nel Peloponneso e nell’isola di Evia. Si calcola che solo nel fine settimana sono 184 mila gli ettari distrutti. Una tragedia provocata, secondo le autorità, da criminali: speculatori edilizi, che fanno terra bruciata per poi costruire su questi terreni.

L’Europa continua a inviare uomini e mezzi: sono quindici i paesi europei ad aver mandato canadair, elicotteri e vigili del fuoco. Ma resta difficile raggiungere alcuni villaggi, ed evacuare la popolazione, che spesso non vuole fino all’ultimo abbandonare la propria casa.