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Dieci arresti per l'assassinio Politkovskaya e il Cremlino si autoassolve

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Dieci arresti per l'assassinio Politkovskaya e il Cremlino si autoassolve

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A far uccidere la giornalista russa Anna Politkovskaya non sarebbe stato il Cremlino scontento per le sue denunce ma altri personaggi, dall’estero, che volevano far ricadere la colpa sul presidente Putin. E’ questa la pista che il procuratore generale russo Yuri Chaika ha accreditato dopo un incontro con lo stesso capo dello Stato.

Il procuratore ha infatti annunciato l’avvenuto arresto di 10 persone, fra cui un criminale ceceno – che sarebbe l’esecutore materiale del delitto – e alcuni agenti del servizio segreto russo, ma a quanto pare infedeli.

“Le nostre indagini ci portano a conludere che solo gente che vive all’estero poteva essere interessata a uccidere Politkovskaya, forze interessate a destabilizzare il Paese”, ha detto Chaika.

Il magnate Boris Berezovski, esule a Londra e fiero oppositore del Cremlino, ha visto in questa dichiarazione un riferimento a se stesso e ha subito rimandato al mittente le accuse.

Al giornale dove Politkovskaia lavorava – la Novya Gazeta – c‘è soddisfazione per gli arresti. Ma il vicedirettore Sergei Sokolov mette anche in guardia contro eventuali strumentalizzazioni: “Certamente è possibile, e questo ci preoccupa, che in un anno di elezioni questo crimine possa essere usato da diversi gruppi per i loro fini personali”.

La giornalista Anna Politkovskaya fu uccisa l’ottobre dello scorso anno dopo aver scritto una serie di articoli sulla Cecenia denunciando violazioni dei diritti umani da parte delle truppe o delle milizie filo-russe.