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Il governo: pugno di ferro contro gli incendiari

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Il governo: pugno di ferro contro gli incendiari

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Almeno 63 vittime, e si teme che ce ne siano altre nei villaggi ancora inaccessibili. Migliaia gli ettari andati in fumo, mentre la Grecia brucia per il quarto giorno di seguito. Nonostante un calo relativo della temperatura, a 33 gradi, il forte vento rende difficile controllare le fiamme.

Una novantina i roghi nel paese. Il Peloponneso è la regione più colpita, assieme all’isola di Evia. Ma un incendio è stato domato anche a soli 20 chilometri da Atene. La comunità internazionale offre il suo aiuto. Questo Canadair portoghese è uno degli otto inviati oggi dai paesi europei, Francia e Italia i più attivi. E poi elicotteri, e vigili del fuoco.

La popolazione reagisce come può, i boyscout improvvisano tende per le migliaia di sfollati. Il governo promette il pugno di ferro contro gli incendiari: sta considerando se questo reato possa essere equiparato ad un atto di terrorismo. 7 le persone arrestate da venerdì, trentatre da giugno.

Ma i giornali accusano le autorità di avere reagito tardi e male. Sotto choc la popolazione. “Nessuno dei miei conoscenti ha sofferto per questa situazione – dice una passante ad Atene – ma sono molto dispiaciuta per gli altri. Anche se verranno rimborsati, non riavranno quello che hanno perso”. “Cosa posso dire? sono sconvolto. – dice un altro passante – Dovrei parlare delle vite umane perse? del disastro ecologico? e dal punto di vista economico, del settore agricolo in ginocchio? Non ho parole, credo che nessun greco ne abbia”.

Con le elezioni alle porte, il governo ha risposto con riunioni di crisi, promesse di risarcimenti immediati e tre giorni di lutto nazionale, la bandiera resta a mezzasta.