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Birmania, ondata di arresti contro i dissidenti politici

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Birmania, ondata di arresti contro i dissidenti politici

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Immagini rubate dalla Birmania, l’attuale Myanmar. Una videocamera nascosta mostra in azione la polizia, intenta a catturare i pochi dissidenti ancora sfuggiti alla repressione. La caccia all’uomo è avvenuta nell’ex capitale Rangoon, ora Yangon. Poliziotti in borghese, aiutati da bande di miliziani fedeli alla giunta militare birmana, hanno fermato auto e controllato autobus, ferrovie e imbarcaderi. Alla fine sono riusciti a catturare Htin Kyaw, che insieme a un altro attivista protestava contro il recente rincaro del prezzo del carburante. I due rischiano di essere condannati a pene fino a 20 anni di carcere.

La stretta decisa dalla giunta contro i dissidenti dura ormai da quasi una settimana, in reazione alle proteste che si sono svolte in diverse zone del paese. A Bangkok, in Thailandia, espatriati birmani manifestano davanti all’ambasciata di Myanmar. Chiedono il rilascio degli arrestati. E la revoca dell’ultimo provvedimento sul prezzo del carburante. La giunta lo ha raddoppiato, con conseguenze disastrose per una delle popolazioni più povere dell’Asia.