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Niente accordo tra fiamminghi e francofoni sul nuovo governo. Il premier incaricato si dimette

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Niente accordo tra fiamminghi e francofoni sul nuovo governo. Il premier incaricato si dimette

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In Belgio è fallito il tentativo di Yves Leterme di formare un governo di centro-destra. Il premier incaricato, leader del più importante partito fiamingo, si è arreso per l’impossibilità di mettersi d’accordo con gli alleati francofoni. L’obiettivo era un esecutivo che riunisse i cristiano-democratici e i liberali di entrambi i gruppi linguistici belgi. Ma i fiamminghi, che rappresentano il 60% della popolazione, chiedevano una nuova ripartizione dei poteri fra le tre regioni: la Vallonia, le Fiandre e quella di Bruxelles. Così dopo oltre cinque settimane di trattative infruttuose Leterme ha rimesso il mandato nelle mani del Re Alberto II, che è rientrato dalle vacanze apposta e anche precipitosamente perché questa crisi fa di nuovo apparire lo spettro della secessione della ricca regione delle Fiandre.

Bart de Wever, leader dei liberali fiamminghi dà ragione a Leterme: “Dobbiamo essere chiari anche per i francofoni: la comunità fiamminga, che è maggioritaria in questo Paese e che è anche molto solidale nei confronti dell’altra comunità, non può accettare che tutte le sue esigenze siano semplicemente ignorate e messe da parte, non è possibile”. Il Re ha ora due possibilità: convocare di nuovo i belgi alle urne, neanche due mesi e mezzo dopo le ultime elezioni, o – ipotesi più probabile – incaricare un nuovo premier. Il nome che circola è quello di Didier Reynders, ex ministro delle finanze, sempre di centrodestra, ma francofono.