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I primi cento giorni di Sarkozy

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I primi cento giorni di Sarkozy

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Riforme a profusione, colpi di scena, iperattivismo che gli assicura un’onnipresenza nei media: Nicolas Sarkozy nei suoi primi cento giorni al comando dello stato francese impone il suo ritmo. Se seduce ancora il 61% dei francesi, la sua popolarità a agosto ha registrato un calo di cinque punti.

Il tono della presidenza lo dà fin dalla cerimonia che lo incorona Capo di Stato.

Appena dopo la sua investitura seguirà , la formazione del governo e e qui si assisterà al primo colpo di scena. L’apertura a pezzi da novanta del sociaslimo. Tra cui Bernard Kouchner, ex ministro di Mitterand, che diventa il nuovo capo della diplomazia francese.

Tutto è diretto e seguito da Sarkozy nei minimi dettagli, al punto da relegare il premier François Fillon in secondo piano.

Le sue promesse di pari opportunità all’interno del governo non sono rispettate al cento per cento – 11 donne su 32 ministri – ma è il primo presidente francese a nominare due donne d’origine araba e una d’origne senegalese.

“Cambierò tutto ciò che ho promesso di cambiare, riformerò tutto quello che ho promesso di riformare”.

Al suo attivo il servizio minimo nei trasporti garntito in caso di sciopero che entrerà in vigore in settembre, lo sgravio fiscale per gli straordinari, pene più severe per i recidivi.

Sul piano internazionale, la liberazione delle infermiere bulgare, riportate in patria dalla moglie Cecilia ha forse contribuito a rinforzare l’immagine del presidente nell’opinione pubblica.

A Bruxelles Nicolas Sarkozy impone il ritorno di peso della Francia, aprendo la strada all’adozione di un trattato semplificato in grado di sostituire la defunta Costituzione europea.

Se Sarkozy si muove bene tra i corridoi comunitari, il percorso si fa più difficile in quelli del Corte costituzionale che respinge la misura di dedurre dalle tasse una parte degli interessi dei mutui immobiliari. La bestia nera resta per lui l’economia : la crescita stagna e il commercio estero registra un saldo negativo.

È il primo presidente a trascorrere le vacanze negli Stati Uniti. Vacanze da 22 mila euro alla settimana, pagate da ricchi amici. Ma la vera polemica la scatenano queste foto: ritoccate per attenuare le maniglie dell’amore del presidente.