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Messico: Dean perde potenza. Restano i danni

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Messico: Dean perde potenza. Restano i danni

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Ridotto a categoria 1 l’uragano Dean procede lentamente verso ovest. Dietro di sè lascia una scia di danni ma nessuna vittima, almeno in Messico. I morti, nelle regioni caraibiche attraversate nei giorni scorsi dal ciclone, sono invece saliti a 13. Le coste messicane hanno retto bene all’impatto. A Chetumal le conseguenze sono state limitate, come a Cancun. Merito delle misure di prevenzione adottate e della perdita di potenza dell’uragano.

Anche se non ci sono state vittime, la vita, soprattutto nei villaggi costieri piú piccoli, è stata comunque sconvolta dal passaggio del ciclone.

“Abbiamo perso tutto quello che avevamo – afferma questo pescatore di Majahuan – gli attrezzi da lavoro, quelli del ristorante, le barche”.

Un altro abitante della cittadina che si trova a una settantina di chilometri a nord di Chetumal chiede aiuto allo stato.

“In poche ore ci è stata portata via ogni cosa. Chiediamo alle autorità nazionali di darci una mano, con i mutui, con i crediti, per poter ricominciare”.

Ora che Dean procede lentamente, il bilancio dei danni potrebbe aggravarsi. L’uragano è destinato a restare in Messico per un periodo piú lungo rispetto alle previsioni. Il presidente messicano, Felipe Calderon, abbandonato in anticipo il vertice in Quebec con il primo ministro canadese Stephen Harper e il presidente americano George Bush, è rientrato in patria per visitare le zone piú colpite.

A Bacalar, villaggio a sud di Cancun, Calderon ha rassicurato la popolazione locale sull’avvio di contributi pubblici. Difficili da calcolare, al momento, i danni al turismo. Sono migliaia gli stranieri costretti a rimpatriare.