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Minatori dispersi a Xintai: la rabbia dei familiari

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Minatori dispersi a Xintai: la rabbia dei familiari

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E’ esplosa la rabbia dei familiari dei minatori cinesi bloccati da venerdì a Xintai, nella provincia orientale di Shandong. Bastoni alla mano, sono entrati nella sede dalla compagnia che gestisce gli scavi, con intenzioni inequivocabili.

La Direzione della compagnia mineraria è secondo loro colpevole non solo di gestire gli scavi trascurando la sicurezza, ma di aver lasciato parenti ed amici all’oscuro di come procedono le operazioni di soccorso. O forse di come non procedono, visto che stando a fonti di stampa locale, le ricerche sarebbero già state interrotte.

Proteste anche contro il commissarioto di polizia. Nemmeno dalle autorità sono giunte notizie certe sulla sorte di ben 181 persone. Parla il fratello di uno dei minatori dispersi: “Perchè la gente in mezzo mondo riesce a sapere cosa succede mentre noi stiamo qui e nessuno ci dice nulla? Ci tocca andare su internet per trovare informazioni!”.

L’esondazione del fiume Wen dovuta alle intense precipitazioni ha causato l’allagamento di due miniere a Xintai, 450 chilometri a Sud di Pechino. Più di 500 operai sono riusciti a scappare dalle gallerie, a una profondità di 800 metri. Le miniere cinesi sono fra le meno sicure al mondo. L’anno scorso quasi 5.000 persone sono morte sotto terra.