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La guerra dei fiori a Bucarest

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La guerra dei fiori a Bucarest

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Non è tutta rose e fiori la vita per i fioristi sulle strade di Bucarest. Ora che la Romania fa parte dell’Unione europea, anche il commercio va regolato e una delle vittime potrebbero essere loro. “Mio padre è andato a manifestare perchè le autorità comunali vogliono demolire il nostro chiosco – racconta una fiorista della capitale – I fiori sono la bellezza di Bucarest, sia i residenti che i turisti li adorano”.

Se il destino delle 700 bancherelle dei fiori a Bucarest sembra segnato, i fioristi non si arrendono. Sono scesi in piazza, incuranti del fatto che sia Bruxelles a esigere un commercio regolato, in negozi o chioschi adeguati.

Alcuni accusano le autorità di volere in realtà colpire con il provvedimento la comunità rom, da generazioni tradizionalemente dedita a questo mestiere. “Vendo fiori da quando ho sette anni. E mia madre ha venduto fiori fino a che è morta. Mio padre è morto nella seconda guerra mondiale e mia madre ha potuto mantenere tre bambini solo perchè era una fiorista”.

Per molte famiglie, si tratta dell’unico mezzo di sussistenza e sono determinate a difenderlo. Tuttavia dall’entrata della Romania nell’Unione Europea il primo gennaio, i venditori ambulanti di giornali sono già spariti dalle strade del paese.