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Elezioni politiche in Kazakhstan. Una riforma promette più democrazia

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Elezioni politiche in Kazakhstan. Una riforma promette più democrazia

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Il presidente del Kazakhstan Norsultan Nazarbaiev è su tutti i manifesti o quasi. Ma non è giorno di elezioni presidenziali. Oggi, nella ricca ex repubblica sovietica dell’Asia centrale si vota per rinnovare il parlamento e Nazarbaiev distende la propria influenza su uno scrutinio che il suo partito è scontato che vinca. La percentuale è l’unica incognita.

Queste politiche sono le prime dopo una riforma elettorale che dovrebbe rendere più aperta la vita politica di uno stato in cui, fino ad oggi, l’opposizione ha avuto un solo seggio in parlamento.

Dall’indipendenza, nel ’91, nessuno scrutinio è stato giudicato conforme alle regole democratiche. Adesso, il capo dello stato, in sella dall’89, ha deciso che il suo paese, già toccato dalla manna del petrolio e del gas, è maturo anche per strappare, fra 2 anni, la presidenza dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa. Tale prestigiosa posizione prevede, però, un comportamento integerrimo. Così: in campagna elettorale c‘è stato un po’ più di spazio del solito per gli unici due partiti d’opposizione. Ma i loro leader sono scettici e parlano di una mera operazione di facciata.