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Vie di comunicazione interrotte: gli aiuti arrivano a Pisco con il contagocce

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Vie di comunicazione interrotte: gli aiuti arrivano a Pisco con il contagocce

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Continuano le piccole scosse d’assestamento, continua la ricerca di superstiti, continua ad aggravarsi il bilancio delle vittime. Sono ormai 500 i morti accertati dopo il terremoto che ha colpito il Perù mercoledì. Il potente sisma che ha sfiorato gli 8 gradi sulla scala Richter ha già fatto registrate circa 300 repliche di minore intensità. Sufficienti ad alimentare il panico fra la popolazione.

Pisco, 200 chilometri a Sud-Est della capitale Lima, è la città più colpita, distrutta al 70%. Il Presidente peruviano Alan Garcia affronta una crisi di assoluta gravità. Il Paese è in emergenza: il numero di persone che necessitano cure mediche ha mandato in tilt gli ospedali.

Alfredo Fortunic, responsabile della raccolta aiuti nel distretto di San Miguel, Lima: “Abbiamo 15 tonnellate di cibo, vestiti, medicinali ma il problema è raggiungere Pisco: l’autostrada è impraticabile” ha detto.

La comunità internazionale si è mobilitata per sostenere il governo durante la crisi: la Croce Rossa ha annunciato l’invio di aerei carichi di tende e coperte e l’Onu è pronta a sbloccare aiuti economici d’urgenza.