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Fallite le trattative fra i partiti, il Re tenterà di risolvere l'impasse politico

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Fallite le trattative fra i partiti, il Re tenterà di risolvere l'impasse politico

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Aspettando un governo. A oltre due mesi dalle elezioni, le trattative non sono bastate in Belgio a formare un nuovo esecutivo. Ora il leader dei cristiano democratici fiamminghi, Yves Leterme, constata il fallimento e rimette nelle mani del Re Alberto II il compito di gestire una pausa di riflessione. Che tradotto significherà un giro di consultazioni per vedere come sbloccare la situazione. “Definire un consenso circa il ruolo centrale dello Stato belga e quello delle differenti entità, in base alla maggioranza parlamentare, è assolutamente necessario per avere un governo forte” ha detto Leterme. “La mancanza di tale consenso rappresenta un rischio per il benessere dei cittadini e per il buon funzionamento delle istituzioni”.

A metà luglio quattro partiti si sono seduti attorno a un tavolo: le due formazioni liberali e cristiano democratiche fiamminghe da un lato, francofone dall’altro. Secondo Joelle Milquet, Presidente dei cristiano democratici, all’opposizione dal 1999, le convinzioni della comunità francofona non vanno liquidate tanto in fretta. Fra i punti critici le richieste dei gruppi francofoni: un referendum per i comuni fiamminghi vicini a Bruxelles per scegliere l’appartenenza alle Fiandre oppure alla Vallonia; una discussione sul peso dei fiamminghi nelle istituzioni di Bruxelles. Temi tabu per la comunità fiamminga che teme un ridimensionamento del proprio territorio e peso politico.