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Terremoto in Peru', aiuti dall'Europa

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Terremoto in Peru', aiuti dall'Europa

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E’ desolante la scena che si presenta ai soccorritori dopo il terremoto che ha colpito il Peru’. Interi quartieri e villaggi distrutti. Centinaia di edifici sono crollati seppellendo un numero imprecisato di persone sotto le macerie. Circa 350 le vittime accertate finora, oltre un migliaio i feriti. Per i sopravvissuti il problema piu’ grave è la carenza di acqua potabile. Ma mancano anche viveri, medicinali, tende e coperte per le migliaia di persone rimaste senza casa. I cadaveri sono ovunque. Gli ospedali, alcuni dei quali hanno subito danni, sono pieni di feriti e non riescono a far fronte a tutte le richieste. Lo stato d’emergenza è stato proclamato per 60 giorni nella zona piu’ colpita, che comprende le città di Ica, Pisco e Chincha, a sud di Lima.
“Nessuno è venuto ad aiutarci, – lamenta una donna in lacrime – siamo tutti per strada. Tutte le case sono crollate, non abbiamo un posto per dormire, nessuno ci ha chiesto come stiamo.”
L’aeronautica militare ha aperto un ponte aereo per portare soccorsi nella regione, dove strade e ferrovie sono interrotte. Il sisma, che ha raggiunto i 7.9 gradi sulla scala Richter, ha paralizzato le linee telefoniche ed elettriche.
Il presidente della Repubblica peruviano Alan Garcia ha intrapreso oggi un sopralluogo nella zona. I Paesi europei si stanno mobilitando per inviare aiuti.