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Italia, timori di vendette a San Luca dopo la strage di Duisburg

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Italia, timori di vendette a San Luca dopo la strage di Duisburg

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Serve una risposta veloce per impedire nuovi spargimenti di sangue. All’indomani della strage di Duisburg, in cui sono stati uccisi sei italiani, è questa l’indicazione che emerge dal vertice tenuto nella questura di Reggio Calabria dai magistrati della direzione nazionale antimafia e dalle forze dell’ordine.

Polizia e carabinieri hanno perquisito una cinquantina di abitazioni a San Luca, il paese dell’Aspromonte in cui sedici anni fa è cominciata la faida tra le famiglie Nirta Strangio e Vottari Pelle. Lo scopo è bloccare qualsiasi ritorsione, ritenuta più che probabile dai magistrati.

Nella città di Duisburg, intanto, due inquirenti italiani stanno collaborando con le autorità locali.

Egbert Doernemann, portavoce della polizia tedesca, spiega che le immagini riprese dalle telecamere, vicino al luogo della strage, non hanno ancora fornito elementi utili alle indagini.

Secondo gli investigatori, l’obiettivo dei killer sarebbe stato Marco Marmo, una delle sei vittime, ritenuto responsabile dell’omicidio di Maria Strangio, moglie del presunto capo della cosca rivale. Resta da capire perché siano state uccise anche le cinque persone che si trovavano con lui.