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La Turchia commenta la candidatura di Gul

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La Turchia commenta la candidatura di Gul

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Torna a far discutere la candidatura dell’esponente del partito di ispirazione islamica Akp Abdullah Gul alla presidenza della Turchia. Gul assicura di voler rappresentare tutti i cittadini e cerca il sostegno dell’opposizione, ma non gli sarà facile convincere i laici. Il ministro degli esteri oggi ha definito ‘fruttuoso’ l’incontro con l’Mhp. La formazione di estrema destra gli ha assicurato almeno che il 20 agosto, quando cominceranno le votazioni in parlamento, i suoi deputati saranno in aula, per non far mancare il numero legale. Il principale partito di opposizione, il Chp, ha annunciato invece che boicotterà il voto, come già accaduto nel maggio scorso, e ha rifiutato di incontrare il candidato.

Gul, fervente musulmano è visto da molti turchi come una minaccia alla laicità dello Stato. “Penso che se il primo ministro e il presidente fossero entrambi dello stesso partito – osserva un elettore – forse farebbero solo il loro interesse, Sarebbe meglio che diventasse presidente qualcuno che non fa parte del Parlamento.”
Ma molti altri difendono Gul: “Se sua moglie ha il capo coperto – dice una donna – non è un problema, visto che lui è musulmano e tutti noi siamo musulmani, ma potrebbe anche stare a capo scoperto, è solo una scelta personale.”
Mesi fa il primo tentativo di far eleggere Gul presidente aveva suscitato imponenti proteste di piazza, ma a luglio le elezioni politiche convocate proprio per superare lo stallo hanno visto trionfare l’Akp.