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Campagna elettorale di sangue. 40 morti dal 2 maggio

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Campagna elettorale di sangue. 40 morti dal 2 maggio

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40 morti ammazzati, fra candidati e attivisti, in tre mesi e una settimana. E’ il costo della democrazia in Guatemala dove la campagna elettorale per le elezioni del prossimo 9 settembre s‘è trasformata in carneficina. L’ultimo omicidio è quello di Carlos de León Bravo, aspirante sindaco della località di Catarina, schierato con il partito Encuentro por Guatemala, che sostiene la candidatura a Presidente del Nobel per la Pace Rigoberta Menchu. Eric Salazar, Direttore del Tg della televisione guatemalteca: “Siamo a un mese dalle elezioni e in 3 giorni ci sono stati 3 attacchi contro lo stesso partito. Davvero non si capisce cosa stia accadendo nel Paese”.

Ma il partito più colpito è l’Unione Nazionale per la Speranza di Alvaro Colom, in testa nei sondaggi e impegnato in una lotta contro la criminalità. “In Guatemala le organizzazioni criminali sono infliltrate ovunque. Il ripulisti fatto dal nostro partito ci è già costato 14 morti”. In settembre si voterà per eleggere Presidente, Vicepresidente, 158 deputati e 332 sindaci. Per il Guatemala questa è la campagna elettorale più violenta da oltre 20 anni, dopo la fine della dittatura militare.