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Rispetto alla crisi di afta epizootica del 2001, Londra vuole limitare i danni all'economia agricola.

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Rispetto alla crisi di afta epizootica del 2001, Londra vuole limitare i danni all'economia agricola.

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Ieri i 362 animali di un allevamento sono stati abbattuti per il solo sospetto di essere entrati in contatto con il virus. Il premier Gordon Brown: “Vogliamo assicurarci che la nostra economia rurale non solo torni alla normalità, ma continui a prosperare.
Per questo gli indennizzi agli allevatori verranno pagati il più in fretta possibile. Daremo compensazioni anche per la pulizia delle fattorie. Siamo determinati a andare alla radice del problema”. La causa di questa nuova ondata di contagio non è stata ancora rilevata. I sospetti si concentrano sul centro di ricerca di Pirbright, dove hanno sede due istituti di ricerca animale, tra cui il laboratorio veterinario franco-americano Mérial. Il suo direttore generale Jean Pierre Consalvi: “Le misure precauzionali che prendiamo rispondono ai più alti standard di sicurezza internazionale.Sono identiche a quelle prese nel campo della medicina umana. Siamo in grado di garantire una sicurezza assoluta”. Stando a un primo esito dell’inchiesta esiste una forte probabilità che all’origine della crisi ci siano proprio i laboratori che stanno mettendo a punto un vaccino contro l’infezione. Entrambi lavorano con lo stesso ceppo di virus che si è riscontrato negli allevamenti infetti.

“Ci sono tre scenari possibili. Il contagio via aerea, attraverso l’acqua o per un atto umano. Il rapporto preliminare eslude la via aerea. Restano in piedi le altre due ipotesi, su cui si indaga ancora”. Le misure messe in atto finora dalle autorità britanniche servono a scongiurare una crisi come quella del 2001. La vigilanza è d’obbligo, sei anni fa furono abbattuti tra i sei e i 10 mila capi. L’infezione è altamente contagiosa per gli animali. “Il virus si diffonde con grande facilità. E’ pericoloso per gli animali , ma bisogna sottolineare che non è assolutamente pericoloso per l’uomo”. Il laboratorio Merial in queste ore collabora attivamente con le autorità britanniche. Il ministero dell’Agricoltura ha ordinato proprio alla Merial 300 mila vaccini.