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Russia, una croce a Butovo commemora le vittime dello stalinismo, cominciato 70 anni fa

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Russia, una croce a Butovo commemora le vittime dello stalinismo, cominciato 70 anni fa

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Settant’anni fa in Russia cominciava quello che è stato definito il ‘Grande terrore’, le persecuzioni staliniane. Per commemorare le vittime di quel periodo, i familiari hanno fatto costruire una croce nel monastero di Solovetsky, sede di uno dei campi di prigionia. E con un pellegrenaggio partito il 25 luglio l’hanno trasportata sul fiume Moscova per erigerla a Butovo, il paese a sud di Mosca dove furono uccise 20 mila persone. “Tutti dovremmo ricordare quegli orribili e tristissimi avvenimenti – ha dichiarato padre Kyrill, capo della chiesa russa ortodossa locale, che ebbe centinaia di preti e monaci martiri – . Ma dovremmo ricordare anche tutte le persone che in quelle condizioni hanno saputo trovare la fede e sono state sostenute dalla loro spiritualità”. Le cosiddette purghe cominciano l’8 agosto 1937, pochi giorni dopo che Stalin firma il “prikaz” numero 00447, il noto ordine sulle persesecuzioni di massa. Il capo della polizia segreta, Nikolai Yezhov, fa eliminare gli elementi anti-sovietici e socialmente pericolosi. I “nemici del popolo”. Seguono arresti, deportazioni ed esecuzioni di oppositori politici e di cittadini comuni. Lo stesso Yezhov è ucciso nel 1940 per ordine del nuovo capo della polizia di Stalin, Lavrentiy Beria.

Migliaia i prigionieri politici che lavorano e muoiono per la costruzione del canale sul Mar Bianco, infrastruttura simbolo della potenza del socialismo. Calcolando le vittime del terrorismo di Stato, la mortalità in prigione e nei campi di lavoro per fame e stanchezza, Stalin è stato direttamente o indirettamente responsabile della morte di almeno venti milioni di persone. Un orrore descritto nel libro 6;Arcipelago Gulag6;, di Aleksandr Solghenitsyn, il dissidente politico sovietico, prima prigioniero poi esiliato, che ha contribuito a diffondere la realtà dei campi e a rivelare l’intero apparato della repressione. Stalin muore nel 1953. I suoi crimini saranno denunciati dai suoi successori: Nikita Krushov, Mikhail Gorbachov e l’attuale presidente Vladimir Putin.

Le sue vittime sono commemorate in Russia ma anche in Ukraina, decimata da quello che diversi Stati, tra cui l’Italia, hanno riconosciuto essere un genocidio.