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Secondo caso sospetto di afta epizootica in Gran Bretagna

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Secondo caso sospetto di afta epizootica in Gran Bretagna

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Cresce l’allarme in Gran Bretagna dopo la scoperta di un nuovo focolaio sospetto di afta epizootica. Il virus sarebbe stato identificato nella zona del villaggio di Normandy, non lontano da Guilford, nella stessa area della fattoria dove tra venerdi e sabato scorsi diversi bovini sono risultati positivi ai test.

Per limitare i rischi è stato disposto l’abbattimento di diversi capi bestiame. L’Unione europea ha vietato l’esportazione di carne dalla Gran Bretagna verso gli altri paesi.

“La decisione sarà rivista mercoledì – ha detto Philip Tod portavoce del commissario alla salute -. Si riuniranno gli esperti veterinari dei 27 paesi membri e una decisione sarà presa. Potrebbe anche essere ridotta l’individuazione dell’area ad alto rischio rendendola più piccola che tutta la Gran Bretagna”.

Se l’epizotia dovesse estendersi le perdite per gli allevatori britannici sarebbero enormi. Nel 2001 vennero abbattuti più di sei milioni e mezzo di capi, con un costo di oltre 8,5 miliardi di euro.

“Abbiamo già perso il nostro mercato di export immediato – dice Richard McDonald direttore della più grande organizzazione di settore -. Ma le conseguenze saranno molto peggiori se non sradichiamo la malattia”.

Nella zona colpita si è recato ieri il primo ministro britannico. Gordon Brown ha detto che la strategia del governo è “controllare, contenere, e sradicare” la malattia ed ha anche spiegato che “il discorso dei risarcimenti verrà affrontato” in seguito.