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Gran Bretagna, da un laboratorio il virus dell'afta epizootica

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Gran Bretagna, da un laboratorio il virus dell'afta epizootica

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Due giorni dopo la scoperta del virus dell’afta epizootica in una fattoria nell’Inghilterra meridionale, le indagini sulle origini del contagio puntano su un laboratorio di analisi biologiche che sorge entro il raggio di otto chilometri. Principale sospettata la Merial, una multinazionale della chimica veterinaria. Per il capo del governo, Gordon Brown, la strategia resta quella di “contenere, controllare e debellare l’epidemia. La prima cosa da fare è stata quella di identificare le fonti potenziali di contagio, ora occorre trovare i meccanismi di trasmissione. Per questo le squadre dei tecnici hanno cominciato a cercare dalla Merial, anche se continueranno nell’intera zona. Contiamo di avere i primi risultati in 48 ore”. Il ceppo identificato nella fattoria è molto simile alla variante del virus diffuso in Gran Bretagna nel 1967, campioni del quale sono conservati proprio nei laboratori Merial.

Massimo resta lo sforzo per evitare una ulteriore diffusione del contagio. I capi di bestiame della fattoria vengono abbattuti e in tutto il paese restano in vigore i divieti di trasporto di suini, bovini e ovini. Domani infine la Commissione europea dovrebbe mettere ufficialmente al bando le esportazioni di bestiame dalla Gran Bretagna.