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Il caso della vendita di armi francesi alla Libia: chiesta una commissione di inchiesta.

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Il caso della vendita di armi francesi alla Libia: chiesta una commissione di inchiesta.

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La Francia verso una commissione parlamentare d’inchiesta che chiarisca se lo sblocco di una grossa vendita di armamenti alla Libia abbia a che fare con la liberazione delle infermiere bulgare e la visita di Sarkozy a Tripoli. La chiede fra gli altri il leader dell’opposizione socialista François Hollande. Hollande che cerca di cavalcare la tigre del malcontento popolare vuole una commissione composta da tutti i partiti e si chiede: “c’era necessità di fornire al regime di Gheddafi?”. L’accordo dovrebbe essere di 168 milioni di euro per dare a Tripoli missili e tecnologia militare. In mezzo all’imbarazzo dell’Eliseo il ministro della difesa Morin, ribatte alle accuse. “Era un contratto autorizzato dal precendete governo. Perché continuiamo a stupirci? Molti paesi europei, continua il ministro che cita anchel’Italia e la Gran Bretagna, hanno fornito armi alla Libia dopo la fine dell’embargo nel 2004, e continuano a fare affari con Tripoli”. Sarkozy ha sempre negato che qualsiasi accordo sia stato firmato durante la sua visita in Libia il 24 luglio, e adesso il presidente gioca la carta della trasparenza auspicando lui stesso la commissione d’inchiesta che chiarisca la vicenda una volta per tutte.