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Conferme e smentite sull'accordo tra Francia e Libia su una compravendita milionaria di armi in cambio della liberazione delle infermiere bulgare.

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Conferme e smentite sull'accordo tra Francia e Libia su una compravendita milionaria di armi in cambio della liberazione delle infermiere bulgare.

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Cresce la polemica sulla vendita di armi francesi alla Libia in cambio della liberazione delle infermiere bulgare e del medico di origini palestinesi. Sarkozy smentisce ogni indiscrezione ma da Tripoli arrivano conferme alla notizia anticipata a Le Monde dal figlio del colonnello Gheddafi, secondo cui la Libia avrebbe firmato un accordo per l’acquisto di una fornitura di missili anti-carro Milan per un valore di 168 milioni di euro.

Il contratto sarebbe stato firmato con la Mbda, numero uno mondiale dei sistemi di armi guidate e filiale dell’Eads.
Il portavoce dell’Eliseo non ha confermato ma neppure smentito esplicitamente l’annuncio dato da Tripoli:“Non è il mio compito commentare affari commerciali”, ha aggiunto il portavoce, ribadendo che nessun contratto è stato firmato durante la recente visita in Libia del presidente Nicolas Sarkozy seguita alla scarcerazione delle
infermiere.

I Socialisti guidati da Hollande ma anche i comunisti francesi e perfino membri dell’UMP chiedono al governo e a Sarkozy maggiore trasparenza su cosa sia veramente accaduto in occasione della liberazione dei sei bulgari.

Le 5 infermiere e il medico, condannati a morte per aver infetatto con il virus dell’Aids oltre 400 bambini libici e poi rilasciati,sono stati rilasciati il 24 luglio scorso.