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Al via la Conferenza dei ribelli in Sudan, ma non c'è la principale formazione armata

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Al via la Conferenza dei ribelli in Sudan, ma non c'è la principale formazione armata

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Gli esponenti di una decina di gruppi ribelli attivi in Sudan sono riuniti a Arusha, in Tanzania, per cercare di arrivare a una posizione comune in vista dell’avvio di trattative col governo di Karthoum. All’incontro non partecipa la principale delle fazioni armate, il Movimento per la liberazione del Sudan, che aveva posto come condizione preliminare un cessate il fuoco. Una assenza che non impedirà di avviare i colloqui, come spiega Salam Ahmed Salim, inviato speciale dell’Unione africana: “Onu, Usa e Unione europea hanno moltiplicato gli appelli alle parti affiché fossero presenti. Peccato per certe assenze, ma il processo andrà avanti comunque, e non sarà ostaggio di nessuno, perché in gioco è il futuro del popolo del Darfur”. Nella regione sudanese, dal 2003, il conflitto tra gruppi ribelli di etnia africana e milizie arabe sostenute dal governo, ha causato finora oltre 200.000 morti. Alla fine di luglio, con una risoluzione di compromesso, il Consiglio di sicurezza ha approvato l’invio nella regione di un contingente misto formato da 26.000 soldati di Nazioni Unite e Unione Africana. Una decisione che il governo di Karthoum ha accettato il giorno dopo.