ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Afghanistan: nessuna conferma sul blitz militare per liberare gli ostaggi sudcoreani

Lettura in corso:

Afghanistan: nessuna conferma sul blitz militare per liberare gli ostaggi sudcoreani

Dimensioni di testo Aa Aa

Un blitz annunciato da una pioggia di volantini caduti dal cielo afghano ma poi mai confermato. C‘è infatti ancora molta confusione intorno alla possibile operazione militare che il governo di Kabul avrebbe deciso di intraprendere per liberare i 21 ostaggi sudcoreani ancora vivi nelle mani dei Taleban. I 23 volontari evangelici, due dei quali sono già stati uccisi, sono stati rapiti dai Taleban il 19 luglio nella provincia di Ghazni, nel sud dell’Afghanistan. Due le richieste dei sequestratori: la liberazione, da parte del governo afghano di otto prigionieri Taleban, e l’immediato ritiro delle truppe coreane dall’Afghanistan.
Intanto è proprio il governo coreano ha mostrare le perplessità maggiori sul possibile uso della forza, come ha spiegato il portavoce presidenziale Cheon Ho-Sun: “Abbiamo confermato piu’ volte che non dovrebbe esserci un’operazione militare. Non ci sono ragioni per fermare le negoziazioni con i Taleban”. Mentre in Afghanistan la situazione sembra complicarsi, davanti all’ambasciata statunitense di Seul i familiari degli ostaggi manifestano in lacrime, in favore dei loro cari. Ma non sono i soli. Forti le proteste nella capitale sudcoreana contro Bush e la missione militare in Afghanistan, causa, secondo i manifestanti, del rapimento dei loro connazionali.