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Irlanda nord, via truppe britanniche dopo 38 anni

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Irlanda nord, via truppe britanniche dopo 38 anni

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Mercoledi’ terminano, dopo 38 anni, le operazioni dell’esercito britannico in Irlanda del nord. Nelle caserme resteranno i cinquemila soldati presenti sul territorio già dal 2005, anche se non avranno compiti specifici, ma da li’ potranno essere inviati in diverse missioni nel mondo.

Sta per chiudersi un’epoca che ha visto, a partire dal 1969, l’intervento di 300 mila truppe della regina Elisabetta per frapporsi al sanguinoso e interminabile conflitto tra protestanti e cattolici. D’ora in avanti la sicurezza locale sarà garantita solamente dal servizio di polizia dell’Irlanda del nord, costituita nel 1999.

Il generale Nick Parker, comandante delle forze armate britanniche in Ulster: “Abbiamo lavorato sodo per sconfiggere l’Ira e i nostri soldati adesso dovranno affrontare le stesse sfide dei colleghi in Afghanistan e in Iraq. In ogni caso questa non è stata una partita di rugby, che finisce con una stretta di mano. C‘è stato un grosso sacrificio da parte nostra”.

L’operazione Banner, cominciata nel 1969, è stata l’impresa militare piu’ duratura delle forze armate britanniche. Ma l’accordo del Venerdi’ Santo del 1998 per avviare un processo di pace definitivo, ha reso finalmente inutile la permanenza dei soldati in Irlanda del nord.

In quasi quasi 40 anni l’esercito ha perso 763 uomini ma è stato anche protagonista di eventi sanguinosi. Uno di questi è passato alla storia con il nome di “bloody sunday”. Domenica 30 gennaio 1972 tredici manifestanti cattolici furono uccisi dall’esercito a Londonderry. Un tragico episodio che ancora oggi viene ricordato dai celebri murales di Belfast.