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È morto Michelangelo Antonioni, il regista dell'"incomunicabilità"

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È morto Michelangelo Antonioni, il regista dell'"incomunicabilità"

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L’acquarellista del cuore, così l’ha ricordato il presidente del Festival di Cannes, Gilles Jacob. Una definizione che non sarebbe dispiaciuta al grande Michelangelo Antonioni, scomparso ieri sera all’età di 94 anni. Il regista di “Cronaca di un amore”, de “L’avventura”, “La notte”, “L’eclisse” se ne è andato nello stesso giorno di un suo pari, Ingmar Bergman. All’inizio degli anni ’80 era stato colpito da un ictus che lo aveva privato della parola e in parte paralizzato. La sua produzione ha un brusco stop che riprende nel 1995 in collaborazione con Wim Wenders con il quale realizza “Al di là delle nuvole” Nello stesso anno gli viene conferito l’Oscar alla carriera consegnatogli da Jack Nicholson, da lui diretto in “Professione Reporter. “Nel suo lavoro è stato sempre attratto dalla bellezza, perché la bellezza è verità”, disse allora l’attore americano. Con “L’avventura” del 1960 Antonioni si allontana dallo stile neorealistico dei suoi primi film e si avvia verso un deciso rinnovamento del linguaggio. I suo capolavori sono sovente gialli atipici che pongono personaggi femminili al centro di storie segnate dalla perdita, dallo smacco, dallo sgomento; in definitiva, da tutto ciò che prenderà il nome di “incomunicabilità”. Con Antonioni il cinema perde un autore senza il quale quest’arte non sarebbe stata lo stessa.