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Cambogia: prima accusa formale per genocidio

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Cambogia: prima accusa formale per genocidio

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Prima incriminazione formale in Cambogia per il genocidio avvenuto negli anni Settanta, perpetrato dal regime dei Khmer Rossi. Kang Kek Ieu è stato accusato di crimini contro l’umanità e imprigionato da un tribunale cambogiano patrocinato dall’Onu, costituito lo scorso anno proprio per assicurare alla giustizia i responsabili. 65 anni, noto come “Duch”, è l’unico membro dei Khmer Rossi detenuto in una prigione militare dal 1999. Oggi il passaggio ufficiale sotto la giurisdizione Onu e l’incriminazione. Duch era responsabile del centro per interrogatori e tortura della capitale, noto come S-21, dove uomini, donne e bambini hanno subito ogni genere di atrocità. “Credo non ci siano dubbi – dice lo scrittore Nic Dunlop, esperto di storia cambogiana – sul fatto che sia stato responsabile di una lunga serie di abusi. Non si limitò a eseguire ordini impartiti dall’alto, ma agì anche di sua iniziativa”. Secondo alcune stime, tra il 1975 e il 1979, quasi un milione e mezzo di persone persero la vita per mano del regime di Pol Pot. Il Centro S-21, di cui Duch è stato dirigente, oggi è un museo.