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Giappone, il premier sconfitto ma non si dimette

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Giappone, il premier sconfitto ma non si dimette

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Il premier giapponese Shinzo Abe, sconfitto alle elezioni, non si dimetterà ma procederà con un rimpasto di governo alla fine di agosto. L’appuntamento elettorale per il rinnovo di metà del Senato ha premiato l’opposizione a scapito del partito liberaldemocratico del primo ministro, che ha comunque ammesso le proprie responsabilità e definito critica la situazione attuale: “Sono convinto di dover continuare ad adempiere al mio dovere di capo del governo – ha detto – per portare avanti le riforme e dare vita a un nuovo paese, come se fossi all’inizio della mia missione”.

Ma anche senza elezioni anticipate la disfatta del partito dei conservatori avrà delle pesanti ripercussioni sull’esecutivo guidato da Shinzo Abe. Ha annunciato invece le dimissioni Shoici Nakagawa, il segretario del partito liberaldemocratico, che ha governato quasi ininterrottamente dal 1955.

Il risultato elettorale in Giappone ha decretato anche l’insuccesso di Alberto Fujimori, ex presidente del Peru’ – con doppio passaporto peruviano e nipponico – che non è riuscito a vincere un seggio al Senato. L’impopolare Fujimori, agli arresti domiciliari in Cile, vede cosi’ allontanarsi la possibilità di rifugiarsi in Giappone in attesa della sentenza sulla richiesta di estradizione presentata da una procura di Lima, che vorrebbe processare l’ex presidente per corruzione e crimini contro l’umanità.