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Libia, reazioni negative alla grazia in Bulgaria per le infermiere e il medico condannati a Tripoli

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Libia, reazioni negative alla grazia in Bulgaria per le infermiere e il medico condannati a Tripoli

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Reazioni energiche e formali in Libia alla decisione delle autorità bulgare di concedere la grazia alle infermiere e al medico condannati per aver diffuso il virus dell’Aids a 400 bambini. Il primo ministro del governo di Tripoli, Baghdadi al-Mahmudi ha convocato i giornalisti per annunciare le proteste del suo paese nei confronti dell’Unione europea, della Francia e degli altri organismi coinvolti come la Lega Araba, per quello che ha definito “il tradimento bulgaro, che rappresenta un pericoloso precedente sulla via degli accordi giudiziari”.

Accuse naturalmente respinte da Sofia, dove si fa notare che il gesto di clemenza deciso dal presidente della Repubblica è del tutto legittimo. “I libici devono rispettare la decisione del presidente bulgaro ancora più di quanto il governo bulgaro ha rispettato la condanna a morte”, dice il medico di origini palestinesi imputato con le infermiere.

La svolta nella vicenda, iniziata nel 1999, è arrivata nelle scorse settimane con la mediazione della consorte del presidente francese Sarkozy.