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Giappone al voto, tra tradizione e innovazione

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Giappone al voto, tra tradizione e innovazione

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Performance spettacolari e bizzare per le strade di Tokio nell’ultimo giorno di campagna elettorale in un paese ad alta tecnologia e che si nutre di internet, sfruttato anche dai candidati per raccogliere voti via web. Come l’ex Presidente del Peru’ Alberto Fujimori che, grazie alla sua doppia nazionalità, ricercato in Giappone, lancia dal Cile, dove è stato arrestato, a sua candidatura via internet.

Ma l’uso dell’alta tecnologia subisce il paradosso di una vecchia legge del Giappone che negli ultimi giorni di campagna politica vieta l’uso del web: una legge di sessant’anni fa impedisce agli sfidanti di farne uso.

Un divieto anacronistico come spiega questo professore in massmediologia politica…

“L’utilizzo della banda larga in Giappone è il piu’ alto nel mondo. Questo divieto è assurdo e andrebbe soppresso, ma sono gli stessi politici poco pratici di internet a volerlo per paura di essere superati dai candidati piu’ innovativi”.

Una campagna campagna elettorale piena di contraddizioni quella giapponese, che fa convivere la piu’ sofisticata tecnologia con la tradizione dei vecchi metodi di propaganda, fra volantini, gudget e vecchi megafoni.