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Almeno quattordici morti e una cinquantina di feriti.

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Almeno quattordici morti e una cinquantina di feriti.

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Questo il bilancio di un attacco suicida avvenuto a Islamabad, in Pakistan. Sette delle vittime sono agenti di polizia. Un uomo ha azionato l’esplosivo che aveva attaccato al torace. L’agguato è avvenuto vicino alla Moschea Rossa, che è stata di nuovo occupata dagli estremisti islamici.

Si è trattato del culmine di una giornata caratterizzata da violenti scontri, con lanci di sassi contro i mezzi delle forze dell’ordine e cartelli stradali sradicati. Poco prima dell’attentato, con gas lacrimogeni, i poliziotti avevano cercato di disperdere con gas lacrimogeni i militanti che si erano riuniti in protesta intorno al luogo di culto.

Protesta scatenata dall’invio, da parte del governo del presidente Musharraf, di un nuovo imam che avrebbe dovuto guidare la preghiera del venerdì.

La Moschea, era appena stata riaperta proprio per la preghiera del venerdì. Era chiusa da due settimane dopo il sanguinoso sgombero, da parte delle forze governative, degli estremisti armati asserragliati all’interno dal 3 luglio. I morti furono oltre cento.

Centinaia di di fedeli hanno iniziato a ridipingere le mura esterne dell’edificio, che le autorità avevano ritinteggiato color pesca.

La moschea è stata ora chiusa a tempo indeterminato.