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Investito dal ciclone doping il Tour teme per l'avvenire

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Investito dal ciclone doping il Tour teme per l'avvenire

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Gioie e dolori per gli italiani a un Tour del France che teme per il proprio futuro a causa degli scandali. Daniele Bennati ha vinto la diciassettesima tappa mentre sempre ieri il connazionale Cristian Moreni, licenziato ed escluso dal Tour, è stato anche fermato dalla polizia. “Il tour non deve sparire – si augura una tifosa – ma bisognerebbe che fosse più corto”. “Il tour deve continuare. Esiste da cent’anni, perché smettere?”, aggiunge un altro. Ma investito in pieno dal ciclone doping, il Tour ha ben ragione di tremare. Gli abbandoni della maglia gialla Rasmussen e del kazako Vinokourof non sono un buon motivo per chiudere, sostiene invece l’organizzatore Patrice Clerc: “Fermare il tour oggi significherebbe dar ragione a chi ha barato. Al contrario, per rispetto del pubblico non bisogna smettere”. Londra si è detta pronta ad accogliere di nuovo la partenza del Tour. Ma intanto in patria le critiche aumentano: il quotidiano France Soir ha deciso di ritirare la sua vettura facendo eco a Liberation che invece non pubblica più la classifica.