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Intervista al vice ministro degli Esteri del Marocco

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Intervista al vice ministro degli Esteri del Marocco

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L’Unione europea e il Marocco hanno deciso di rafforzare l’accordo di associazione già esistente. Immigrazione, sicurezza delle frontiere, lotta contro il terrorismo sono gli argomenti al centro dell’intesa tra l’Unione e il Marocco entrambi minacciati dalle forze radicali islamiche. A questo proposito EuroNews ha intervistato il vice ministro degli Esteri del Marocco Taib Fassi Fihri.

EuroNews: Nell’ambito del trattato appena firmato tra il Marocco e l’Unione Europea c‘è una clausola che viene chiamata statuto avanzato. In cosa consiste?

R.: Ricordero rapidamente che nell’ambito del trattato associativo tra il Marocco e l’Unione c ‘è un certo numero di cose che si fanno, ma anche altre che le due parti hanno sviluppato in maniera indipendente dal trattato stesso e che vanno al di là dell’associazione attuale.

E.: Ad esempio?

R.: Il Marocco ha firmato l’accordo cieli aperti: è il primo partner dell’Unione ad averlo firmato. Siamo inoltre coinvolti sul piano tecnologico al sistema Galileo. Siamo il solo paese del sud ad avere un comitato specifico per le questioni legate ai diritti umanai. Oggi sono queste azioni concrete che vorremmo integrare in un quadro particolare.

E.: Non si tratterebbe di una situazione di Unione Mediterranea simile a quella del presidente francese Sarkozy?

R.: L’Unione Mediterranea è un progetto molto importante per il Marocco. Il Marocco sostiene questa idea perchè arricchisce la costruzione per la gestione delle questioni euromediterranee

E.: La questione dell’immigrazione: si prevede la possibilità di accogliere gli immigrati clandestini marocchini, ma anche non marocchini perchè il Marocco prenderebbe una simile responsabilità?

R.: Il Marocco è disponibile ad accogliere gli immigrati non marocchini a condizione che sia provata l’implicazione di marocchini in un sistema mafioso o anche di un soggiorno legale in Marocco di questa persona. Bisogna aggiungere che il soggiorno sia legale in Marocco perchè si possa accettare l’accoglienza ma è fuori discussione che possiamo accogliere tutte le persone in situazione illegale in Europa con il pretesto che sono passati dal Marocco lungo l’itinerario in qunato il Marocco era il paese piu’ vicino.

E.: In ogni caso il Marocco otterrà come dire una compensazione nei visti pe ri suoi cittadini

R. : Non parlerei di compensazione, ma direi che si tratta proprio della relazione privilegiata Unione-Marocco con diritti e doveri: l’essenziale è di trovare l’accordo, un punto di equilibrio. E’ questo il contesto nel quale stiamo lavorando. Per il momento siamo in fase di discussione.

E.: Il Marocco è già stato vittima del terrorismo: vi sentita nel mirino di Al Quaida specie dopo le minacce annunciate dall’organizzazione terroristica?

R.: Le autorità marocchine sanno che per fare fronte alla minaccia la risposta non puo’ che essere globale legata a un certo numero di fattori di sviluppo, ma io parlo di cose molto piu’ pericolose perchè programmate nel contesto di attentato alla sicurezza e di azioni terroristiche particolari in un quadro politicamente motivato e in questo tipo di azione sono presenti tutte le nazionalità

E.: In ogni caso il Marocco come l’Algeria ha definito una strategia anti terrorismo

R.: La cooperazione esiste, è importante, significativa, ma deve migliorare in efficienza.

E.: La lotta contro il terrorismo perchè possa dirsi efficace, specie quando si tratta di Algeria e Marocco passa dunque attraverso un accordo sul problema del Sahara occidentale?

R.: Oggi la frontiera tra Marocco e Algeria è chiusa per motivi poco chiari. A noi la situazione non piace e chiediamo una maggiore collaborazione con l’Algeria in un contesti maghrebino o bilaterale.
Certo c‘è il problema dell’integrità territoriale del Marocco e la questione del Sahara sul quale le posizioni sono divergenti. L’autonomia è un contesto nel quale il Marocco è pronto al negoziato: noi siamo pronti a negoziare i contenuti e a precisarne i dettagli, sia a livello istituzionale che politico. Ricordo che la solidarietà del nord verso il sud ha funzionato e che tutti i progressi messi a segno nel sud del Marocco sono stati possibili grazie a questa solidarietà