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Caso Clearstream: macchinazione politica contro Sarkozy

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Caso Clearstream: macchinazione politica contro Sarkozy

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Il caso Clearstream ha fatto tremare il vertice dello stato francese. L’ipotesi investigativa è che si sia trattato di una macchinazione politica orchestrata dall’alto per mettere fuori gioco Nikolas Sarkozy in vista della corsa all’Eliseo.

Il nome dell’attuale capo dello Stato francese figurava in un elenco di persone che avrebbero avuto un conto all’ estero, presso l’organismo finanziario Clearstream, dove sarebbero stati depositati soldi legati a tangenti provenienti dalla fornitura di navi a Taiwan nel 1991.

L’elenco fu fatto pervenire nel 2004 in maniera anonima al giudice Renaud Ruymbeke. La magistratura ha dimostrato che i documenti erano falsi. Nel gennaio del 2006 Sarkozy si è costituito parte civile.

Il sospetto di aver manomesso l’elenco cade su Imad Lahoud. Quest’informatico era stato assunto nel 2003 nel gruppo aeronautico Eads dal vicepresidente Jean Louis Gergorin, amico intimo di Dominique de Villepin. All’inizio del 2004, Gergorin sollecita De Villepin, allora ministro degli Esteri, a organizzare una riunione sul dossier cui parteciperà anche il generale Philippe Rondot, alto responsabile dei servizi segreti. A quest’ultimo è affidata l’inchiesta. Già nelle sue prime riflessioni, pubblicate nel 2006, l’alto ufficiale chiamava in causa l’ex premier de Villepin e l’ex presidente Chirac.

In seguito a questa pubblicazione, Jean Louis Gergorian ha confermato ai giudici che l’ordine era venuto direttamente da Chirac.

Alla fine di giugno, quando la parte più politica del caso sembra ormai dimenticata , i giudici hanno trovato degli appunti inediti del generale Rondot in cui nero su bianco ilmilitare parla di un’implicazione diretta di Villepin e Chirac per togliere di mezzo dalla corsa alla presidenza della repubblica Nicolas Sarkozy.