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Incendi: in Grecia si denuncia il ritardo nei soccorsi


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Incendi: in Grecia si denuncia il ritardo nei soccorsi

Il fuoco che brucia in questi giorni in molti Paesi dell’Europa meridionale continua a non dar tregua in Grecia. Tre i morti, due donne e un uomo anziano, deceduto nel Peloponneso, dove le fiamme imperversano da tre giorni. Stamattina il fronte del fuoco in questa regione si estendeva per più di 30 chilometri.

A dar man forte alle fiamme vento e temperature che sfiorano i 50 gradi. “Il fuoco lambiva ormai il paese, quando abbiamo deciso di recarci in spiaggia ci sono venuti incontro 4 mezzi dei vigili del fuoco. Un pompiere mi ha detto che ci avevano messo così tanto tempo perché arrivavano da Atene. È inaccettabile”. “Non si preoccupano di noi, anzi ritengono che spetti a noi spegnere gli incendi. Eppure abbiamo corso un brutto pericolo. Ha visto le nostre case?”.

In Bulgaria circa 9500 ettari di terra bruciano ancora. Sofia, che ha decretato lo stato d’urgenza per la regione del Kazanlak e Dabovo, ha chiesto l’aiuto di Unione europea, Nato e Russia. Nel sud d’Italia, dove fino a ieri erano attivi 550 focolai, la situazione resta critica. In particolare in Abbruzzo e in Calabria, dove il parco nazionale del Pollino è stato trasformato in un paeseggio lunare.

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