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Prosegue la crisi diplomatica tra Russia e Gran Bretagna per l'affaire Litvinenko

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Prosegue la crisi diplomatica tra Russia e Gran Bretagna per l'affaire Litvinenko

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Continua tra Gran Bretagna e Russia la bagarre e lo scambio di accuse sul caso dell’omicidio dell’ex agente segreto russo Alexander Litvinenko.

Lunedi’ è stata la procura generale russa a voler replicare alle accuse di mancata collaborazione. Il procuratore generale Alexander Zvyagintsev ha parlato di strumetalizzazzione politica da parte di Londra: “La concessione dell’asilo politico a sei persone macchiate di crimini, che consideriamo una violazione della convenzione di Ginevra sui rifugiati, e il fatto che per anni siano state ignorate le richieste della Russia di collaborazione, ci da’ buone ragioni per dubitare dell’efficacia del sistema legale della Gran Bretagna”

I magistrati britannici hanno accusato Andrei Lugovoy, ex agente del Kgb, di aver ucciso Litvinenko con una massiccia dose di polonio alla fine dello scorso anno. Accuse che Lugovoy ha sempre respinto.

Lapidario sul caso il primo ministro britannico Gordon Brown: “Non possiamo tollerare una situazione cosi’ in cui non vi è stata soltanto una persona assassinata, ma anche molte altre sono state messe a rischio. Vogliamo che le autorità russe riconoscano che è loro responsabilità estradare per il processo il cittadino russo che è stato identificato dalle nostre autorità”.

Dopo la morte dell’ex agente del Kgb Alexander Litvinenko, deceduto a Londra lo scorso 23 novembre, si è crata una mini crisi diplomatica tra i due paesi, di cui sembra difficile vedere vie d’uscita.