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Bulgaria: sono tornati a casa liberi le infermiere e il medico di origine palestinese, piu' vicina una normalizzazione dei rapporti tra Ue e Libia

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Bulgaria: sono tornati a casa liberi le infermiere e il medico di origine palestinese, piu' vicina una normalizzazione dei rapporti tra Ue e Libia

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Un ritorno a casa emozionante per le cinque infermiere bulgare e il medico di origine palestinese, liberi dopo otto anni in carcere in libia. Un ritorno che fa sembrare piu’ vicina una normalizzazione delle relazioni tra Unione Europea e Libia, come ha detto il presidente della Commissione Europea Jose Manuel Barroso. Sono arrivati martedi’ mattina all’aeroporto di Sofia a bordo di un aereo della presidenza francese i sei che lavoravano all’ospedale di Bengasi e che Tripoli aveva accusato di aver infettato oltre 400 bambini col virus dell’Hiv. Ad accoglierli le loro famiglie e il presidente e il premier bulgari. Li hanno accompagnati nel viaggio la first lady di Parigi Cecilia Sarkozy e il commissario dell’Unione Europea per le relazioni esterne Benita Ferrero-Waldner. In Bulgaria saranno liberi. Sofia ha concesso loro la grazia: non sconteranno l’ergastolo in cui era stata commutata la pena di morte.

E’ stato un accordo all’ultimo minuto, mediato da Ferrero Waldner e Cecilia Sarkozy a Tripoli, a sbloccare la situazione. In base all’accordo, l’Unione europea aiutera’ Tripoli a sviluppare un piano sanitario e assistera’ i bambini affetti da Hiv. Per la Libia, che spera di ottenere l’apertura di un accordo di partenariato, c’e’ anche la prospettiva di un’apertura dei mercati, oltre ad aiuti nel campo della formazione e della lotta all’emigrazione illegale.