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Il ministro britannico incaricato del giro di vite anti-cannabis ammette di averne fatto uso

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Il ministro britannico incaricato del giro di vite anti-cannabis ammette di averne fatto uso

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Il governo britannico non ha fatto in tempo ad annunciare un giro di vite sulla cannabis, che il ministro dell’interno è stata presa in castagna. Messa alle strette, Jacqui Smith ha ammesso di averne fumata quando era studentessa a Oxford.

E come lei altri sei membri dell’esecutivo hanno confessato.

“Mi è stato chiesto e ho risposto. E’ successo alcune volte ma più di 25 anni fa”, ha detto Smith.
L’ha aspirata? “Sì, ma era sbagliato”
Le è piaciuto? “Non particolarmente”
Ha provato qualcos’altro? “No. E quello che ho fatto è sbagliato”
Perché sbagliato? “Era contro la legge…”

Se i bagordi giovanili del ministro chiamato a far rispettare le nuove norme erano difficilmente nascondibili, neanche all’opposizione si fanno troppi misteri. Il leader dei conservatori David Cameron ha rifiutato di parlare del suo passato. Ma ha recentemente fatto commenti allusivi: “Coltivata nelle serre, la marijuana è incredibilmente potente ed è completamente diversa da… No, penso che mi fermerò qui”. Per la serie, le canne di oggi non sono più come quelle dei miei tempi!

Al ministro Smith è stato chiesto di togliere con un tratto di penna la cannabis dall’elenco delle droghe leggere e di rimetterla in quello delle droghe intermedie il cui possesso è punito con pene fino a cinque anni di carcere.