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Turchia: socialisti e nazionalisti insieme a difesa della laicità

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Turchia: socialisti e nazionalisti insieme a difesa della laicità

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Appare divisa in due campi la Turchia che va a votare. Laici da una parte e filoisalmici dall’altra. I primi denunciano la deriva islamica da parte dell’AkP, il partito al potere, l’accusano di voler trasformare il Paese in una repubblica islamica.

È questo il cavallo di battaglia del CHP, il partito repubblicano del popolo, principale forza d’opposizione. Guidato da Deniz Baykal, si presenta come alternativa all’Akp. Formazione appartenente all’Internazionale socialista, si è spostata negli ultimi anni in area nazionalista.

Ilhan Kesici, candidato per il partito a Istanbul. “La Turchia è uno stato-nazione, uno stato unitario, una repubblica laica, niente di più”. Discorso nazionalista, che ha attirato le critiche di molti intellettuali turchi, ma che ha avvicinato il CHP agli ultranazionalisti (MHP) di Devlet Bacheli.

Terza forza politica turca, l’MHP si attesta su posizioni di estrema destra, estremamente critiche nei confronti dell’Unione europea e accusa l’Akp di aver venduto il Paese agli investitori stranieri. L’analisi dell’editorialista Ilter Turkmen. “Anche se questi due partiti hanno una storia diversa, oggi concordano su tutto e sostengono un nazionalismo piuttosto radicale”. Se l’MHP supera lo sbarramento del 10% potrà entrare in parlamento e in coalizione con il CHP ostacolare l’azione dell’AKP.