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Sicurezza delle centrali nucleari: dubbi e ombre dopo il sisma in Giappone

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Sicurezza delle centrali nucleari: dubbi e ombre dopo il sisma in Giappone

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Il Giappone s’interroga sulla sicurezza dopo il terremoto di ieri che ha danneggiato la centrale nucleare più grande del mondo. Un incendio scoppiato in uno dei 7 reattori non è stato immediatamente circoscritto e le conseguenze di una fuga d’acqua radioattiva non sono ancora state quantificate. Ma le affermazioni più preoccupanti vengono dal porta voce del governo:

“Secondo i dati forniti dalla centrale nucleare, abbiamo constatato che il terremoto era d’intensità maggiore rispetto agli standard di resistenza in base ai quali i reattori sono stati progettati”.

Uno scenario che rassicura poco se si pensa che l’impianto di Kashiwazaki-Kariwa, con i suoi 7 reattori, è il più potente al mondo per quantità di energia prodotta. In Giappone il nucleare fornisce oltre il 30% del fabbisogno energetico.

Il sisma di ieri, d’intensità di 6,8 gradi sulla scala Richter, ha causato la morte di 9 persone e oltre 1.000 feriti. L’epicentro, nel Mar del Giappone al largo della provincia di Niigata. 12.000 le persone evacuate:

“Non sono affatto tranquillo. Non so in che condizioni sia casa mia”.

“Ci sono delle toilette installate fuori dal centro d’accoglienza, ma non è molto comodo” dice una signora di 82 anni.

Migliaia di case sono ancora senz’acqua e gas. E la chiusura della centrale rallenta anche la distribuzione d’elettricità.