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Bachar il riformatore resta fedele agli insegnamenti del padre

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Bachar il riformatore resta fedele agli insegnamenti del padre

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Bachar el Assad resta una figura enigmatica. Nei sette anni di potere sono state rare le sue apparizioni pubbliche e malgrado il forte sostegno degli ex fedelissimi del padre, sulla scena internazionale non ha acquistato la statura paterna. Anche se nel maggio scorso era l’unico candidato alla sua successione, alla carriera politica lui non era destinato.

La morte del fratello maggiore Bassel, in un incidente d’auto, nel 1994, invece rimescola le carte del potere siriano. Bachar, che si prepara a esercitare la professione di oculista a Londra, è richiamato in fretta e furia in patria per un corso accelerato da Capo di Stato.

Ha soli 34 anni quando sale al potere e nel discorso di investitura promette riforme e cambiamenti. Bachar fa parte della nuova generazione di governanti che si insedia in Medio Oriente, come Mohamed VI in Marocco e re Abdallah in Giordania. Ma la situazione siriana è diversa, come sottolinea il biografo di Hafez el Assad, padre di Bachar. “L’eredità del presidente Assad è così pesante, che il suo successore sarà costretto a seguire le sue orme”.

Così è stato. La primavera di Damasco, come la ribattezzano gli intellettuali siriani, durerà poco. I mass-media torneranno presto sotto controllo, gli oppositori finiranno nuovamente in manette. Bachar si giustifica dicendo che c‘è una linea rossa che non può essere superata.

La più importante decisione a livello internazionale presa da Bachar è il ritiro definitivo dal Libano. Dopo l’assassinio dell’ex premier libanese Rafiq Hariri, Damasco deve far fronte alla crescente pressione della comunità internazionale che la indica come mandante dell’omicidio. Pur mantendendo un profilo basso, Bachar non si piega. “Alcuni temi caldi della scena politica che riguardano il cambiamento dell’identità araba sono funzionali alla logica di alcuni stati stranieri, primo fra tutti Israele”.

Resta fedele agli insegnamenti del padre, se all’estero sembra piegarsi a più miti consigli, in casa continua a mostrare il volto più duro.

Mentre la Siria attende che qualcosa veramente cambi.