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Portogallo: l'aborto è legale, ma dieci ospedali su 50 non lo praticano

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Portogallo: l'aborto è legale, ma dieci ospedali su 50 non lo praticano

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L’aborto da domenica è legale in tutto il Portogallo. Ma solo sulla carta.

Dieci ospedali pubblici su 50 non lo praticano, perchè non hanno medici disposti a farlo. E in una regione autonoma, Madeira, il Governo locale ha fatto appello alla Corte Costituzionale, e ne attende il responso prima di applicare la legge.

Jorge Branco direttore della maternità a Lisbona:

“La mia preoccupazione è che sia a rischio l’efficacia e la rapidità nel trovare una soluzione nei singoli casi”.

Al referendum di febbraio la maggioranza dei portoghesi ha votato per la depenalizzazione, ma con un astensione del 60 per cento circa.

Il Governo ha comunque promosso la legge, approvata in marzo dal Parlamento. Il testo rende legale l’aborto nelle prime 10 settimane di gravidanza. Finora era punibile con il carcere fino a tre anni per la donna e 8 per il medico.

Molti portoghesi sono soddisfatti, come Amelia Gonsalves:

“Sono totalmente d’accordo, se accade nei primi due mesi di gravidanza, non più tardi. E deve essere fatto in ospedale. Sono i dottori a doverlo fare, non delle levatrici clandestine o persone non qualificate”.

Gli aborti clandestini erano circa 20 mila all’anno in Portogallo.

Ora i medici obiettori di coscienza, che in alcuni istituti sono l’ 80 per cento, saranno obbligati ad indirizzare la paziente verso un altro istituto.

In alcuni casi può esser complicato. Alle Azzorre due ospedali su tre non praticano l’aborto.