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Libia, le infermiere e il medico bulgari sperano nella grazia, la domanda esaminata oggi

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Libia, le infermiere e il medico bulgari sperano nella grazia, la domanda esaminata oggi

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Si potrebbe arrivare rapidamente a una soluzione della vicenda delle infermiere bulgare e del medico palestinese condannati a morte in Libia. I sei hanno presentato domanda di “grazia e clemenza” al Consiglio supremo di giustizia che dovrebbe esaminarla questo lunedì e potrebbe decidere di annullare o commutare le sentenza.

L’avvocato ha confermato la firma del documento nel quale è contenuto “un impegno a non procedere in futuro legalmente contro lo stato libico” per gli anni trascorsi in prigione. Inoltre un accordo di indennizzo è stato raggiunto con le famiglie delle vittime, che riceveranno un milione di euro ciascuna.

In Bulgaria i familiari aspettano ormai da otto anni il ritorno delle infermiere. Condannate con l’accusa di aver deliberatamente inoculato il virus dell’Aids in 430 bambini di un ospedale di Bengasi, hanno sempre professato la propria innocenza e hanno detto di essere state costrette a confessare sotto tortura.