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Un anno dopo la guerra in Libano il paese è ancora attraversato da numerose tensioni

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Un anno dopo la guerra in Libano il paese è ancora attraversato da numerose tensioni

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Un anno fa iniziava la guerra in Libano. Sul paese dei cedri si abbatteva una pioggia di bombe israeliane. Il conflitto, scatenato dal rapimento di due soldati israeliani e dall’uccisione di altri otto da parte dei guerriglieri di Hezbollah, è durato un mese e si concluso con una poco onorevole ritarata dei soldati di Tsahal.

“Il Libano ha ottenuto una vittoria nella guerra aperta e aggressiva condotta da Israele – dice lo scrittore libanese Ibrahim Bayram -. A lungo i libanesi non hanno voluto parlare di vittoria. Fino a quando questa è stata riconosciuta dagli stessi israeliani”.

365 giorni dopo, le tensioni all’origine del conflitto non sono calate e in alcuni casi sono addirittura aumentate. Dei due ostaggi israeliani non si sa nulla. Continuano gli attentati attribuiti all’influenza siriana, Hezbollah sempre più forte e popolare chiede le dimissioni del governo.

Il partito di Dio grazie alla sua potenza militare ha contrastato l’invasione israeliana. E oggi finanzia la ricostruzione e il ritorno a Beirut degli sfollati. Un compito che il governo Siniora ha riconosciuto di non star svolgendo al meglio. “Molte altre sfide ci attendono – ha detto ieri il premier -. La prima è ricostruire quello che l’aggressione israeliana ha distrutto. E poi bisogna ritrovare la coesione nazionale danneggiata dai conflitti interni”.

Sotto le bombe israeliane sono morti 1.112 libanesi, in maggioranaza civili, per una media di quasi 35 al giorno. Mentre le vittime israeliane sono state 43.