ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

A un anno dalla guerra. Siniora: cerchiamo l'unità per il futuro del Paese

Lettura in corso:

A un anno dalla guerra. Siniora: cerchiamo l'unità per il futuro del Paese

Dimensioni di testo Aa Aa

A un anno dalla guerra il Libano fatica a uscire dalla crisi. Nel luglio 2006 il conflitto fra Israele e Hezbollah – durato 34 giorni – gettava il Paese nel caos. I dati positivi non mancano. La forza d’interposizione dell’Onu per il Libano esiste dal 1978, ma il suo mandato è stato rinforzato dopo la fine del conflitto. La presenza di questa missione Unifil 2 lungo il confine Sud del Paese dei Cedri ha ridotto al minimo gli incidenti registrati nell’ultimo anno. Tuttavia la contrapposizione fra le forze politiche pro e anti-siriane rende difficle il compito del Primo ministro Fuad Siniora:

“Dobbiamo trovare insieme una via per il dialogo. Dobbiamo discutere del futuro nostro e dei nostri figli, della nostra società e del Paese. La spinta all’unità è più forte della tendenza a dividerci”.

Uno dei problemi che più direttamente interessa la popolazione libanese è la pericolosa eredità lasciata dalla guerra: migliaia di cluster bomb o bombe a grappolo inesplose lanciate da Israele che rendono impraticabile il territorio.

Il maggiore Changzheng, responsabile delle operazioni di sminamento, spiega che bonificare l’area significa restituirla alla comunità locale, rimettendo in moto l’economia.

L’Unifil ha permesso il dispiegamento dell’esercito libanese in tutta l’area a ridosso del confine, fino alla Linea Blu, liberandola dai militanti filo-siriani di Hazbollah.

Ma a un anno dal conflitto – quasi 1.200 morti libanesi e 150 israeliani – alcune delle sue cause scatenanti permangono. I due soldati israeliani catturati da Hezbollah sono ancora nelle mani dei rapitori. Le violazioni dell’aviazione israeliana nei cieli libanesi continuano. I rapporti tra Beirut e Tel Aviv restano difficili.