ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Sofia, la solidarieta' di amici e familiari alle infermiere condannate in Libia

Lettura in corso:

Sofia, la solidarieta' di amici e familiari alle infermiere condannate in Libia

Dimensioni di testo Aa Aa

Hanno liberato delle colombe, sperando che presto a tornare in libertá siano le loro amiche e congiunte. Si è svolta cosi, davanti alla ambasciata libica di Sofia, la manifestazione di solidarietà nei confronti delle infermiere condannate a Tripoli. “Trattassero su quello che c‘è da trattare, pur di liberarle. In Libia il problema dell Aids c’era ben prima del loro arrivo” dice la madre di una di loro, Christiana. “Tornera’ presto” aggiunge un’amica, “non perdiamo la speranza, andremo a prenderla all’aeroporto”.

In segno di solidarieta’ alle infermiere, in Bulgaria non manca la mobilitazione. Da tempo grazie all’attivita’ di molti cittadini e’ nato un Comitato di appoggio. “La Libia sa che il tempo gioca contro i bambini sieropositivi e infetti. Servono aiuti immediati per i bambini malati e la liberta’ per i nostri amici, perche sono innocenti”, dice Rosen Markov, animatore del gruppo.

La vicenda delle infermiere incarcerate da otto anni e’ la piu’ seguita da giornali e televisioni, e continua a catturare come nessun altro tema l’attenzione dell’opinione pubblica bulgara.